a cura del Gruppo di Coordinamento del Forum Nazionale per l’Educazione Musicale

 

Premessa

E’ difficile avere una visione d’insieme e completa delle prospettive che si aprono per quanto riguarda l’educazione musicale in Italia in seguito alla Legge 107 del 13 Luglio 2015 (Buona Scuola) e al decreto legislativo 60 del 13 aprile 2017 (che fa riferimento alla cosiddetta “Delega cultura umanistica” della legge di cui sopra) e pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il 16 Maggio.

Sembra difficile sostenere che si tratti di una rivoluzione copernicana, ma al tempo stesso è fondamentale capire e interpretare quali spiragli si aprano.

La domanda di fondo a cui siamo tenuti a rispondere è: tutto questo percorso agevolerà l’apprendimento della Musica nella Scuola e il suo utilizzo a fini di crescita più generale della nostra gioventù? Ci sarà più Educazione Musicale per tutti e di migliore qualità?

Non è davvero semplice e per farlo dovremo tentare di capire da una parte il percorso che ci ha portato a questo Decreto, dall’altra la situazione reale del paese.

Il percorso nasce dalle iniziative di molti organismi e da diverse sensibilità che si sono affacciate nel succedersi delle legislature: ognuna con i propri obiettivi, visto che le problematiche da risolvere erano molteplici e stratificate.

 

L’Appello “Musica Scuola Cultura Territorio”

Da parte del Forum Nazionale per l’Educazione Musicale il percorso potremmo dire che è iniziato con l’Appello “Musica Scuola Cultura Territorio” che ha  raccolto 11.500 firme presentate il 10 Ottobre 2013 al Ministro Carrozza (http://forumasmus.blogspot.it/2013/10/lappello-musica-scuola-curricolo.html), nel quale chiedevamo:

  • l’inserimento organico nel primo ciclo d’istruzione di un insegnante specializzato in didattica della musica in ogni scuola come promotore e coordinatore delle attività musicali;
  • l’inserimento organico nella Scuola Secondaria di II grado di docenti di materie musicali al fine di garantire un’adeguata presenza della musica, della sua cultura e della sua storia nella formazione degli studenti;
  • il sostegno alle attività formative musicali, e in generale artistiche, anche attraverso deduzioni fiscali come già avviene per le attività sportive;

A seguito di questa campagna, ci sono state diverse audizioni in sedi parlamentari, e un dialogo intermittente con il Comitato per l’Apprendimento Pratico della Musica presieduto dal Prof. Berlinguer.

 

Le osservazioni al Piano Triennale per la musica nella scuola

Segnaliamo qui l’importante Piano triennale per la musica nella Scuola http://www.istruzione.it/allegati/2014/proposta_di_piano_nazionale_musica.pdf e le osservazioni del Forum in merito http://forumasmus.blogspot.it/2014/10/musica-nella-scuola-per-la-formazione.html, nelle quali, in estrema sintesi, sottolineavamo:

  • il ruolo e l’importanza dell’operato delle Associazioni del Terzo Settore;
  • la necessità di una revisione della formazione musicale iniziale degli insegnanti, in particolare della Scuola dell’Infanzia e Primaria;
  • la necessità di inserire in modo strutturale, e non solo in ambito opzionale o con l’uso della flessibilità oraria, la disciplina musica in tutte le Scuole Secondarie Superiori;
  • la necessità di potenziare le SMIM (Scuole Medie ad Indirizzo Musicale) e i Licei musicali;
  • la necessità di una particolare attenzione verso la primissima infanzia (Asili Nido), tenendo conto anche delle nuove disposizioni legislative relative alla fascia d’età 0-6.

 

Il Disegno di Legge Abbado

Da tutti questi impegni e incontri e grazie all’impegno della Senatrice Elena Ferrara è nato il Disegno di Legge 1365, conosciuto anche come Disegno di Legge Abbado “Disposizioni in materia di valorizzazione dell’espressione musicale e artistica nel sistema dell’istruzione” (Atto del Senato n. 1365) e per il quale abbiamo raccolto migliaia di firme a sostegno.

Gli obiettivi del DDL erano:

  • garantire a ogni livello d’età occasioni formative nel campo delle arti performative;
  • favorire l’implementazione e il potenziamento dell’educazione musicale e artistica nelle sue varie forme in ogni ordine e grado di scuola con modifiche degli ordinamenti didattici, prevedendo anche interventi per la formazione dei docenti;
  • sostenere proficui raccordi tra scuola e associazioni del territorio negli ambiti musicale, coreutico e teatrale;
  • prevedere detrazioni fiscali per la frequenza a corsi di formazione in campo artistico;
  • coordinare le politiche di offerta culturale a livello territoriale;
  • promuovere interventi a favore dell’edilizia scolastica di qualità per le arti performative.

Ci sembra di poter dire che il testo di questo DDL sia stato preso in parte come base per la delega inserita ai commi 180 e 181 lettera g della legge 107 del 2015 e denominata “Delega cultura umanistica”.

La “buona scuola” e la Delega “Cultura Umanistica”

Dopo l’approvazione della Buona Scuola è iniziato un percorso frastagliato e confuso, nel quale per diverso tempo non si è capito chi fosse incaricato a scrivere la delega e quali fossero i rapporti tra referenti politici e amministrativi.

Il Forum ha partecipato a un’assemblea nella sede nazionale del PD in merito e ha prodotto a marzo 2016 – su richiesta – uno specifico documento recante puntuali annotazioni e proposte organiche, in parte anche e volutamente, utopistiche http://forumasmus.blogspot.it/2016/03/.

A questo documento però non è stata data alcuna risposta.

Abbiamo intuito che nei mesi successivi ci sono stati tra Politica e Amministrazione confronti e scontri nel merito e nel metodo, nonché la difficile convergenza di esigenze talvolta contrapposte, fino ad arrivare a cavallo tra 2016 e 2017 alla definizione di una bozza.

Sulla base di quel testo il Forum ha richiesto un’audizione al Senato e ha mandato osservazioni alla Camera. Nel documento che è stato presentato l’8 Febbraio in Senato abbiamo riportato alcune osservazioni e specifici emendamenti (http://forumasmus.blogspot.it/2017/02/osservazioni-e-proposte-del-forum-sulla.html), scegliendo di tralasciare, per i tempi troppo stretti ai fini di un’analisi completa ed esaustiva, le questioni sulle Scuole Secondarie ad indirizzo musicale e sul complicato affaire dei Licei e dei Conservatori, di cui peraltro sapevamo che altri si stavano occupando nel dettaglio.

Parte delle nostre richieste si sono incrociate e sono state analoghe a quelle presentate dal Comitato per l’Apprendimento pratico della Musica al Senato nella stessa data: un rafforzamento sostanziale dell’impegno economico a fronte dell’enunciazione di validi (seppur non nuovi) principi, il riconoscimento del ruolo del Terzo Settore, l’attenzione alla specifica formazione dei docenti nella Scuola Primaria e il rafforzamento numerico di questi ultimi attraverso il raddoppiamento della clausola del 5 %.

Degli 11 emendamenti che abbiamo presentato due sono stati accolti alla lettera e possiamo dire che in un altro paio sono state considerate le nostre idee.

Da un punto di vista ‘politico’ quindi abbiamo ottenuto alcuni risultati, facendo riconoscere il ruolo del Terzo Settore, cosa di non poco conto. Non siamo tuttavia riusciti a incidere sulla questione determinante dei finanziamenti, sulle deduzioni/detrazioni fiscali legate alla frequenza di corsi musicali, né sulla necessità di esplicitare la necessità di specifiche competenze didattico-musicali dei docenti in relazione alla fascia di età della Scuola Primaria.

 

Conclusioni

Il Forum, attraverso le realtà che lo compongono, conosce bene la situazione in cui versa l’ insegnamento della musica nella scuola italiana e, come già scrivevamo, né ragguardevoli ma episodiche iniziative istituzionali (extracurricolari), né l’iniziativa di dirigenti scolastici illuminati e di insegnanti motivati e fattivi, né la  collaborazione delle tante scuole e associazioni musicali sul territorio (tra cui numerose quelle già riconosciute dal Ministero) sono riuscite fin’ora a risolvere il permanere di una presenza irregolare e discontinua della musica nella scuola, congiunta alla diffusa presenza di attività non sempre sostenute da effettive competenze didattico-musicali.

Questa situazione non è stata migliorata dalla riforma né tantomeno dalla Delega, nella quale si sarebbe potuto giocare un cambio di rotta determinante e, benché per la prima volta si cerchi di compiere un tentativo di guardare alla questione della musica nella scuola in modo unitario, il suo inserimento organico nella scuola non può che passare dal tema della formazione degli insegnanti, a cui non sono ancora state fornite le giuste risposte.

Se non si risolve quest’ultimo problema, in modo strutturale e non con iniziative saltuarie e di facciata, le Indicazioni nazionali per il Curricolo e tutte le norme, compresa la Delega, non potranno che restare lettera morta.

La Buona Scuola ha prodotto in primis l’istituzione dell’organico di potenziamento, che ha permesso l’immissione in ruolo di migliaia di docenti di musica precari.

Questa questione andrà approfondita nel tempo: l’articolazione di questa vicenda presenta infatti troppi punti di criticità, poiché a fronte di un numero di docenti pronti al nuovo tipo di impegno, molti altri abilitati per l’intervento con ragazzi più grandi si sono trovati spaesati e senza un sostegno formativo adeguato.

Di fatto, in molti casi, si è riscontrato un peggioramento dell’intervento didattico musicale nelle classi, laddove prima era prevista la presenza di un operatore esterno specializzato e  ora l’insegnante di riferimento si trova a dover operare senza un intervento competente.

In sintesi possiamo dire che la situazione resta sempre più a macchia di leopardo nelle diverse scuole e non emerge un piano d’intervento organico che possa ridurre le disuguaglianze fra scuole e portare gradualmente a sistema la presenza effettiva dell’insegnamento musicale nella Scuola Primaria.

Da un lato si afferma che con questa Delega la musica è stata resa obbligatoria in tutte le scuole (quando in realtà l’obbligo è già previsto dai Programmi e dalle Indicazioni Nazionali fin dal lontano 1985), dall’altro si offrono finanziamenti risibili e si chiude in parte la strada a quegli operatori esterni che per decenni si sono fatti carico dell’insegnamento musicale nelle scuole in maniera quanto meno professionale, senza peraltro offrire risposte in merito al percorso formativo indispensabile a creare insegnanti di musica veramente competenti.

Altri aspetti della Delega andranno ulteriormente approfonditi al momento della definizione degli ulteriori cinque decreti previsti per l’applicazione, in particolare quello relativo al “Piano delle arti” previsto a scadenza triennale.

Non ci rimane che augurarci che nei prossimi centottanta giorni l’Amministrazione possa continuare il contatto e la consultazione anche con le nostre Associazioni.

Da parte nostra dichiariamo totale disponibilità al dialogo.

Il Gruppo di Coordinamento del Forum Nazionale per l’Educazione Musicale

Anna Maria Freschi – Conservatorio di Firenze; DDM-Go (Gruppo Operativo Didattica della Musica)

Lorella Perugia – Centro Studi di Didattica musicale Roberto Goitre

Giuliana Pella – Scuola Popolare di musica di Testaccio

Teresa Sappa –AIKEM Associazione italiana Kodály per l’Educazione Musicale

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